Metodo e progettazione
welfare design
locuzione, maschile (dall’inglese) · anche progettazione del welfare
La progettazione di servizi, politiche e modelli di benessere sociale a partire dai bisogni reali delle persone e delle comunità, integrando le risorse pubbliche, private e del terzo settore disponibili su un territorio.
Definizione
Nell’espressione welfare design la parola design non indica l’estetica ma il metodo: osservare, comprendere, ipotizzare soluzioni, sperimentarle, misurarle e correggerle. È l’approccio del service design applicato al welfare, con i suoi attori, le sue regole e le sue fonti di finanziamento.
Il tratto distintivo è il punto di partenza: non l’offerta esistente di servizi, né un’opportunità di finanziamento come un bando, ma la domanda, cioè i bisogni di una popolazione o di un territorio e le risorse, spesso inutilizzate, che quel territorio già possiede.
Le fasi
La letteratura e la pratica descrivono il processo in fasi che si sovrappongono e possono ripetersi:
- lettura dei bisogni: raccolta di dati, ascolto di persone, operatori e amministratori (analisi dei bisogni);
- mappatura di risorse e attori: chi interviene già, con quali mezzi e limiti (mappatura degli attori);
- progettazione condivisa: il servizio viene costruito con chi lo gestirà e con chi lo userà (progettazione partecipata, co-progettazione);
- modello economico e governance: fonti di finanziamento, ruoli e regole decisionali (modello di sostenibilità, governance);
- definizione degli indicatori: il cambiamento atteso e il modo di riconoscerlo (teoria del cambiamento, indicatore);
- accompagnamento della realizzazione: avvio, monitoraggio, correzioni e rendicontazione.
Termini affini
Si distingue dalla progettazione per bandi, che parte da un’opportunità di finanziamento e produce un progetto di durata definita, e dal welfare aziendale, che riguarda benefit e servizi offerti da un’impresa ai propri dipendenti. È strettamente legato alla valutazione di impatto sociale: gli indicatori definiti in fase di progettazione sono la base della valutazione successiva.
Voci correlate
- welfare designer · Il professionista che guida la progettazione di servizi, politiche e modelli di welfare a partire dai bisogni delle comunità, coordinando enti pubblici, privati e del terzo settore e costruendo le condizioni organizzative ed economiche perché gli interventi durino.
- service design · Disciplina che progetta i servizi a partire dall’esperienza delle persone che li usano e li erogano, considerando insieme interazioni, processi, organizzazione e strumenti.
- co-progettazione · Il procedimento con cui un’amministrazione pubblica e uno o più enti del terzo settore definiscono, ed eventualmente realizzano insieme, un progetto per rispondere a un bisogno già individuato.
- teoria del cambiamento · La catena logica che collega le attività di un progetto ai risultati attesi e al cambiamento che si vuole generare nelle persone e nella comunità, rendendo espliciti i passaggi e le ipotesi che li sostengono.