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Welfare DesignerLa figura professionale che progetta il welfare a partire dai bisogni

Per gli enti

Lavorare con un welfare designer

Indicazioni per comuni e ambiti territoriali, enti del terzo settore, enti ecclesiastici e fondazioni: quando la figura è utile, come coinvolgerla e cosa chiederle.

Quando serve

  • L’ente vuole avviare un nuovo servizio e non sa se, come e con chi.
  • Un’opera o un servizio esistente non risponde più ai bisogni di oggi.
  • Più enti di un territorio vogliono lavorare insieme su un problema comune.
  • Una fondazione vuole orientare le proprie erogazioni all’impatto, non solo alla spesa.
  • Un ente pubblico apre un percorso di co-programmazione o co-progettazione.
  • Un istituto religioso deve ripensare il futuro delle proprie opere e dei propri immobili.

In tutti questi casi il rischio è partire dalla soluzione, da un bando o da un immobile, invece che dal bisogno. Il welfare designer serve a rimettere le cose in ordine e a costruire una risposta che duri oltre il primo finanziamento.

Come coinvolgerlo

Incarico professionale

La forma più comune: un incarico a tempo determinato per un percorso definito, con obiettivi, fasi e prodotti attesi.

Accompagnamento continuativo

Una presenza periodica accanto alla direzione o alla cabina di regia di una rete, per seguire più progetti nel tempo.

Dentro un partenariato

Il welfare designer è parte del gruppo di lavoro di una co-progettazione o di un progetto finanziato, con un ruolo di coordinamento metodologico.

In organico

Negli enti più grandi la funzione può essere interna: un ufficio progettazione e valutazione che applica il metodo in modo stabile.

Cosa aspettarsi

Il lavoro segue le sei fasi del metodo. Alla fine di ciascuna, l’ente riceve un prodotto riconoscibile, utile anche se il percorso si ferma lì.

FaseCosa resta all’ente
Ascoltare e leggere i bisogniUna descrizione condivisa del bisogno, con le persone a cui si rivolge e le evidenze che la sostengono.
Mappare risorse e attoriUna mappa di attori e risorse, con le connessioni che mancano e i possibili alleati.
Progettare con le comunitàIl disegno del servizio: attività, destinatari, partner, ruoli e un piano di sperimentazione.
Definire modello economico e governanceUn piano di sostenibilità e un assetto di governance scritto e sottoscritto.
Fissare gli indicatori fin dall’inizioUna teoria del cambiamento e un piano di valutazione con indicatori, fonti e tempi.
Accompagnare la realizzazioneUn servizio avviato e corretto strada facendo, con risultati documentati e condivisi.

Lo schema di incarico

Il portale pubblica uno schema di incarico che gli enti possono adattare: oggetto, fasi e prodotti consegnati, tempi, gruppo di lavoro, compenso, dati, proprietà dei risultati. È una traccia, non un contratto: va verificata con i propri uffici.

Come scegliere

Il quadro delle competenze permette di verificare che il professionista copra le aree necessarie all’incarico e a quale livello. Il profilo professionale descrive le responsabilità e la condotta attese: indipendenza di giudizio, trasparenza sui conflitti di interesse, riservatezza, restituzione dei risultati.

Quando l’associazione professionale sarà costituita, l’elenco degli iscritti e l’attestazione di qualità prevista dalla legge 4/2013 saranno un ulteriore riferimento.

Cerco un welfare designer

Gli enti che cercano un professionista possono descrivere qui la propria esigenza. La redazione trasmette la richiesta agli aderenti alla rete che operano nel territorio indicato; sono poi l’ente e i professionisti a mettersi in contatto direttamente. Il portale non percepisce compensi e non sceglie al posto dell’ente.

Modulo di richiesta