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Welfare DesignerLa figura professionale che progetta il welfare a partire dai bisogni

Quadro delle competenze

Le competenze del welfare designer

Cinque aree, ognuna articolata in competenze specifiche e in tre livelli di padronanza. Il quadro serve all’autovalutazione, ai percorsi formativi, agli enti che affidano incarichi e, in prospettiva, all’attestazione.

Documento di riferimento: Quadro delle competenze del welfare designer, versione 1.0, bozza in consultazione (26 ottobre 2026).

I tre livelli

Base

Applica la competenza con la supervisione di un collega più esperto, in incarichi circoscritti e con strumenti già definiti.

Autonomo

Conduce in autonomia incarichi di media complessità, sceglie gli strumenti adatti al contesto e risponde dei risultati verso il committente.

Esperto

Progetta sistemi complessi con più enti e più fonti di finanziamento, forma e supervisiona altri professionisti e contribuisce agli standard della professione.

Area 1

Lettura dei bisogni e dei territori

Comprendere il bisogno reale di una popolazione o di un territorio, distinguendolo da quello presunto, e riconoscere le risorse già presenti. È l’area da cui dipende la qualità di tutto il lavoro successivo.

Competenze specifiche

  • Raccogliere e interpretare dati territoriali e amministrativi (demografia, servizi, piani di zona, osservatori).
  • Condurre interviste, focus group e ascolto strutturato con persone, operatori e amministratori.
  • Costruire una mappatura degli attori, delle risorse e delle relazioni di un territorio.
  • Individuare le interruzioni nei percorsi delle persone tra un servizio e l’altro.
  • Restituire la lettura dei bisogni in forma condivisibile con i soggetti coinvolti.

Livelli di padronanza

Base
Raccoglie dati e conduce interviste su una traccia definita da altri.
Autonomo
Imposta e conduce l’analisi dei bisogni di un servizio o di un quartiere e ne restituisce i risultati.
Esperto
Disegna la lettura dei bisogni di un intero territorio con più enti e più fonti, e forma altri a farlo.
Area 2

Normativa e istituzioni

Conoscere le regole e le istituzioni che governano il welfare e il terzo settore, per collocare correttamente ogni intervento e scegliere gli strumenti giuridici adeguati.

Competenze specifiche

  • Conoscere la disciplina del terzo settore e le forme giuridiche degli enti.
  • Applicare gli istituti dell’amministrazione condivisa: co-programmazione, co-progettazione, accreditamento.
  • Orientarsi nel sistema dei servizi sociali: livelli di governo, ambiti territoriali, programmazione.
  • Conoscere le specificità degli enti religiosi e del loro patrimonio.
  • Trattare i dati personali raccolti nel rispetto della normativa vigente.

Livelli di padronanza

Base
Riconosce le forme giuridiche e gli istituti principali e sa dove reperire le fonti.
Autonomo
Sceglie l’istituto adeguato a un intervento e accompagna un ente in un procedimento di co-progettazione.
Esperto
Supporta amministrazioni ed enti nel disegno di procedimenti complessi e contribuisce a linee guida e prassi.
Area 3

Progettazione e facilitazione

Trasformare la lettura dei bisogni in un disegno di servizio costruito insieme a chi lo gestirà e a chi lo userà, conducendo processi in cui soggetti diversi lavorano a un obiettivo comune.

Competenze specifiche

  • Progettare e condurre processi di progettazione partecipata e tavoli di co-progettazione.
  • Facilitare gruppi di lavoro composti da enti, operatori e destinatari, gestendo divergenze e conflitti.
  • Definire prototipi e sperimentazioni su piccola scala prima dell’avvio a regime.
  • Costruire e formalizzare partenariati tra enti.
  • Applicare i metodi del service design al contesto del welfare.

Livelli di padronanza

Base
Partecipa alla conduzione di laboratori e tavoli e ne cura la documentazione.
Autonomo
Progetta e conduce un percorso di co-progettazione con un numero contenuto di enti.
Esperto
Conduce processi con molti soggetti e interessi divergenti e supervisiona altri facilitatori.
Area 4

Economia e governance

Assicurare che un servizio o un modello possa durare oltre il primo finanziamento, stabilendo chi paga, chi decide e chi risponde.

Competenze specifiche

  • Costruire piani economici pluriennali e stimare costi fissi e variabili.
  • Comporre un mix di fonti di finanziamento: risorse pubbliche, fondazioni, tariffe, patrimonio degli enti.
  • Progettare assetti di governance per reti e partenariati, con regole decisionali e di uscita.
  • Scegliere lo strumento giuridico adeguato alla collaborazione: convenzioni, accordi, reti, associazioni temporanee.
  • Leggere e preparare la documentazione economica richiesta da finanziatori pubblici e privati.

Livelli di padronanza

Base
Compila un piano economico su un modello dato e ne verifica la coerenza.
Autonomo
Costruisce il modello economico e di governance di un servizio con più fonti di finanziamento.
Esperto
Disegna la sostenibilità e la governance di reti e modelli territoriali pluriennali.
Area 5

Valutazione e rendicontazione

Definire fin dall’inizio il cambiamento atteso e il modo di riconoscerlo, e restituire i risultati a chi finanzia, a chi gestisce e alle comunità.

Competenze specifiche

  • Costruire una teoria del cambiamento con i soggetti coinvolti.
  • Definire indicatori di prodotto, di esito e di impatto, con fonti e tempi di rilevazione.
  • Impostare sistemi di monitoraggio proporzionati alla scala dell’intervento.
  • Condurre o commissionare una valutazione di impatto sociale, secondo le linee guida vigenti.
  • Curare la rendicontazione verso finanziatori, enti e comunità, anche attraverso il bilancio sociale.

Livelli di padronanza

Base
Raccoglie i dati di monitoraggio e contribuisce alla rendicontazione su indicatori definiti da altri.
Autonomo
Costruisce la teoria del cambiamento e il piano di valutazione di un progetto e ne cura la restituzione.
Esperto
Progetta sistemi di valutazione per programmi e reti e indirizza la valutazione d’impatto di finanziatori.